L’incipit descrittivo

L’incipit descrittivo è così chiamato perché descrive il protagonista o il luogo dove si svolge la storia, è uno degli incipit più usati e, a volte, abusato. Introduce il lettore dando delle informazioni che, però, non devono essere una lista banale di elementi. Immagina di essere un regista e iniziare il tuo film, riprendendo il paesaggio, in modo da creare l’atmosfera in cui si muoveranno gli attori. Devi comunque trasmettere qualcosa, un’emozione, un turbamento, magari soffermarti su un particolare. Proviamo a vedere due esempi.

Cupe foreste di abeti rossi s’affacciavano arcigne sulle due rive del fiume gelato. Un vento recente aveva strappato dai rami il bianco mantello di ghiaccio e nella luce dell’imbrunire gli alberi parevano appoggiarsi l’uno all’altro, neri e minacciosi.” (Zanna Bianca, Jack London)

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante.” (Tenera è la notte, Francis Scott Fitzgerald)

Cosa ti hanno suscitato? Penso due impressioni del tutto diverse, basti dire che il primo inizia con “cupe” e termina con “minacciosi” e il secondo contiene le parole “bella, rosa, orgoglioso, abbagliante”.

E adesso passiamo alla descrizione di un personaggio, naturalmente in questo caso non dovrai svelare ogni cosa di lei o lui, ma solo presentarlo, magari con un dettaglio fisico o con un accenno al suo carattere, alla sua situazione.

A quarantanove anni Federica Zevi sapeva di rappresentare – per vedovi, divorziati, single di lungo corso – un ripiego accettabile alle trentenni vagheggiate e sempre meno disponibili. Nei rari momenti di autostima si sentiva una Jaguar di terza mano a cui i vecchi proprietari abbiano fatto regolari tagliandi.” (Dove la storia finisce, Alessandro Piperno)

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